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No Vat 2009 PDF Stampa E-mail
  
Venerdì 13 Febbraio 2009 19:52

Il Collettivo di Scienze aderisce alla manifestazione NO-VAT 2009 contro l'ingerenza delle religioni nella vita dello Stato.

Riportiamo il comunicato di adesione degli Studenti di Sinistra

 

Lo Stato italiano è per Costituzione uno stato laico, ma sempre più spesso accade che ci siano ingerenze molto forti da parte del Vaticano all'interno del Parlamento italiano. Troppo spesso il Papa e le gerarchie cattoliche rilasciano dichiarazioni su temi di politica nazionale, che nulla hanno a che vedere con la religione, e i politici italiani, incapaci e (forse) non volendo difendere l'autonomia dello Stato da ogni ingerenza esterna, assecondano questi comportamenti, spendendosi in repliche o approvazioni alle parole del Papa.
Un esempio di legge in piena sintonia con la moralità vaticana è fornito dalla legge 40, sulla procreazione assistita, la quale ostacola il miglioramento e il progresso della ricerca scientifica e impedisce a milioni di cittadini italiani la fruizione di un servizio medico spesso indispensabile che, a più di due anni dall'approvazione della Legge 40, rimane accessibile solo agli italiani che possono permettersi di sostenere le spese per recarsi all'estero, dove le cure sono disponibili.
Negli ultimi mesi, poi, abbiamo assistito ad uno squallido dibattito sul "caso Eluana" e sulla questione dell'eutanasia. Noi crediamo che in un Paese laico debba essere affermato il principio di libertà e di autodeterminazione dell'individuo, che, soprattutto sulle questioni che riguardano la vita e la morte delle persone debba necessariamente prevalere sulle idee cristallizzate e arroganti della Chiesa.

Inoltre, condanniamo duramente la posizione del Vaticano, che qualche mese fa si è dichiarato contrario alla proposta di moratoria internazionale del reato di omosessualità, ovvero la depenalizzazione universale dell'omosessualità, che la Francia ha proposto all'Assemblea delle Nazioni Unite; ciò mette in evidenza il
continuo atteggiamento di attacco a lesbiche, gay e trans da parte del Vaticano.
Siamo convinti, infine, che i
n uno Stato laico l'attività legislativa debba considerare la realtà esistente, nella sua eterogeneità: le Verità in cui credono alcuni o anche molti cittadini non possono essere considerate come basi per leggi che devono valere per tutti. Il compito dello Stato deve necessariamente essere quello di garantire aggiornare la propria legislazione alle esigenze che si sviluppano all'interno della Società, che è in continuo mutamento. In Italia non si può più ignorare l'esistenza di forme di convivenza al di fuori del matrimonio, spesso osteggiate dalla destra conservatrice e dal clero; in osservanza dell'Art. 2 della Costituzione, il Parlamento dovrebbe occuparsi di regolare la convivenza civile mantenendo sempre al centro della propria attenzione la garanzia dei diritti inviolabili dei cittadini e l'omosessualità non può e non deve essere una discriminante. Invece, a quanto pare, lo è, visto che la questione delle coppie di fatto nel dibattito dello scorso anno passò da PACS a DICO, per poi scomparire totalmente dall'agenda politica, e non certamente perché sono stati i cittadini a chiederlo.

Da studenti che hanno partecipato alla lunghissima mobilitazione contro la distruzione dell'Università e dell'Istruzione pubblica, non possiamo che essere indignati per quanto accaduto qualche mese fa: il Governo ha ignorato per più di tre mesi le manifestazioni contro i tagli dei finanziamenti alle scuole pubbliche e all'università, ha voltato la testa di fronte a quelle centinaia di migliaia di giovani studenti, ricercatori e docenti che hanno fatto sentire la propria voce in tutta Italia, con una forze mai vista prima. Mentre succedeva tutto questo,  è bastata una semplice minaccia di mobilitazione da parte delle scuole cattoliche private, che per voce del Vaticano avevano rigettato i tagli imposti anche a loro, per cancellare nel giro di pochissime ore i tagli previsti per le scuole cattoliche!


Per tutti questi motivi crediamo sia fondamentale che nel nostro Paese coloro che credono in uno stato laico, nell'autonomia della politica e nel rispetto di tutti i diritti sociali e civili, indipendenti dal credo
religioso o dal sesso, scendano in piazza per far sentire la loro voglia di vivere in un paese "normale", senza ingerenze papaline!
Crediamo che anche quest'anno sia importante partecipare alla manifestazione NO VAT, a Roma, il 14 febbraio 2009!

 

Studenti di Sinistra

Collettivo di Scienze 

 

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