Capitolo 5 Strutture e Diritto allo Studio 5.1 Strutture- Il Polo Scientifico di Sesto Fiorentino (Firenze), che ospita i corsi di laurea di Fisica, Ottica, Chimica, Chimica Applicata e Biotecnologie; tale struttura, nata per risolvere i disagi causati dall’inadeguatezza delle vecchie strutture del centro, manca ancora di alcuni servizi fondamentali come le mensa; il problema dei trasporti invece è stato sempre molto seguito dai Collettivi del Polo, che hanno organizzato numerosi incontri sul tema, riuscendo infine ad ottenere una linea ATAF che collega il Polo direttamente con la stazione centrale di Firenze.
- In via Gino Capponi (Firenze), le strutture sono totalmente inadeguate rispetto alle esigenze degli studenti (per esempio mancano i laboratori!). Questa struttura ospita il corso di laurea in Tecnologia per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali; è previsto anche in questo caso lo spostamento al Polo di Sesto, anche se non se ne hanno notizie precise.
- Il Plesso Didattico di Viale Morgagni manca di un numero sufficiente di aule studio e ospita il corso di laurea in Scienze Biologiche.
- La Specola, che ospita il corso di laurea in Scienze Naturali, non ha nessuna mensa vicina nè alcun locale convenzionato; Scienze Naturali ha aule anche in via del Proconsolo, ove manca il contatto perfino con le strutture del orso di laurea e non c’è nemmeno una bacheca per gli studenti e i loro rappresentanti.
- In via La Pira, 4 (Firenze) è situato il corso di laurea in Geologia;
- All’Ulisse Dini sono ospitati i corsi di laurea in Matematica e Informatica.
5.1.1 Il Collettivone Al Plesso Didattico di Viale Morgagni sono presenti i collettivi delle Facoltá di Farmacia, Ingegneria, Medicina e Scienze MMFFNN. La collaborazione tra questi collettivi, che va avanti da anni, ha portato alla nascita del collettivone, un luogo in cui i 4 collettivi si incontrano periodicamente e lavorano insieme, affrontando le problematiche relative alla scarsitá di posti studio e alla gestione degli spazi del Plesso. Da questa collaborazione sono nate diverse iniziative, che continueremo ad organizzare nei prossimi anni portando avanti anche una seria rivendicazione degli spazi. Crediamo in un’Universitá che sappia essere luogo di cultura e approfondimento, formazione e confronto. Per raggiungere questi obiettivi peró è necessario che gli studenti dispongano di spazi in cui poter studiare, utilizzare servizi informatici, socializzare. Ecco perchè troviamo inconcepibile la scelta fatta dagli Organi di Governo dell’Ateneo di ridurre l’orario di apertura delle sedi universitarie, delle aule studio, delle biblioteche, nonchè delle segreterie didattiche. É assurdo che per chiudere il Bilancio finanziario si ricorra al taglio di servizi fondamentali, senza un piano di riorganizzazione reale delle risorse che tenga presenti le necessitá imprescindibili degli studenti ed elimini i reali sprechi. L’Universitá non puó risparmiare sul nostro percorso culturale! Per protestare contro tutto questo e rivendicare l’apertura delle sedi universitarie al di fuori degli orari didattici terremo aperto il Plesso Didattico di viale Morgagni un fine settimana al mese, senza costi aggiuntivi per l’Ateneo, riprendendoci i nostri spazi in cui poter studiare, organizzare lezioni di approfondimento e iniziative culturali. Vogliamo dimostrare l’indispensabilitá di tutto questo per gli studenti e continueremo questa protesta finchè l’Universitá non istituzionalizzerá questo servizio. 5.2 TrasportiIl tema dei trasporti pubblici verso le sedi della nostra facoltá è stato e sará sempre a cuore al Collettivo di Scienze - Studenti di Sinistra. Secondo noi vanno aumentati e resi piú efficienti i collegamenti fra le varie sedi (Plesso di Viale Morgagni, Ulisse Dini, Polo Scientifico di Sesto,…). Negli ultimi anni la politica del nostro ateneo è stata quella di delocalizzare le sedi dei corsi, abbandonando gli edifici del centro storico per trasferirsi in luoghi periferici, costringendo noi studenti a seguire corsi persino in quartieri differenti della nostra cittá. Come denunciamo da anni questa delocalizzazione non è stata accompagnata da un sufficiente potenziamento dei trasporti pubblici, denotando il disinteresse degli organi governativi dell’ateneo e delle istituzioni locali alle reali esigenze degli studenti. 5.2.1 Il 57, il 59 e altri affari La linea ataf 57, che collega Piazza S. Marco con il Polo Scientifico, sin dalla sua istituzione nel 2003, ha evidenziato molti problemi, quali scarsa frequenza delle corse e sovraffollamento. Nonostante il successo di questa linea, l’Ataf ha deciso, nel gennaio 2008, di tagliarla e limitare le corse del 57 fino alla Nuova Pignone, costringendo gli studenti, per raggiungere il Polo Scientifico, a prendere la celebre "navetta" (ovvero il bus 59, che collega anche la stazione di Rifredi). Solo grazie al nostro impegno, organizzando petizioni, assemblee e sit-in di protesta, siamo riusciti a far mantenere un collegamento diretto nelle ore di punta fra il centro di Firenze e il polo di Sesto. Questo perchè crediamo che sia necessario un collegamento diretto fra il centro cittá e le sedi decentrate ed esigiamo che gli spostamenti fra le varie sedi della nostra facoltá siano facilitati da un adeguato servizio pubblico. La nuova situazione dei trasporti per il Polo Scientifico rende piú coperti dal servizio pubblico gli orari di punta (è stato introdotto un collegamento con la stazione di Rifredi), ma in un Polo universitario gli orari degli studenti e dei lavoratori possono essere molto variabili, perciè non puè essere accettabile che per incrementare il servizio negli orari di punta, lo si riduca notevolmente nella restante parte della giornata. Noi riteniamo importante che sia stato dato rilievo anche al trasporto ferroviario, ma non possiamo ritenerci soddisfatti delle misure adottate. La nostra richiesta, alla luce della situazione attuale, che fra l’altro ha visto diminuire la frequenza delle corse del 59, rimane quella di ripristinare la linea 57 diretta S. Marco - Polo Scientifico (magari aumentandone le corse!) per tutta la giornata, ribadendo che è necessario che le nostre amministrazioni investano nel trasporto pubblico e che non è accettabile che l’introduzione di un nuovo servizio (il 59), per quanto molto utile, debba essere barattata con l’eliminazione di un altro (il 57), forse molto piú utile. Capitolo 6 La SISS 6.1 Come faccio a diventare insegnante?Chi si iscrive alla Facoltà di Scienze, può darsi che abbia in mente di fare il professore alle scuole medie superiori, oppure che in futuro maturi questa ambizione. La Scuola, specie quella del periodo di obbligo formativo, è una delle basi della nostra società; il ruolo dell’insegnante è d’importanza cruciale. 6.1.1 Sì, sì, lo so, ma come faccio a diventare insegnante alle superiori?Per diventare insegnante occorre avere l’abilitazione all’insegnamento, grazie alla quale si viene iscritti in apposite graduatorie ministeriali. Appena c’è un posto libero, si viene chiamati e si ottiene cosi‘ il “posto di ruolo”. Il sistema di reclutamento degli insegnanti è (dovrebbe essere) ideato in modo tale da smaltire agilmente le graduatorie, nel senso che la condizione di “essere in graduatoria senza avere la cattedra” dovrebbe durare il meno possibile, per esempio limitando il numero di abilitazioni concesse in base all’effettiva necessità di insegnanti nel territorio. 6.1.2 Mmmh…Chiaro. Allora come si fa ad ottenere l’abilitazione all’insegnamento? La risposta a questa domanda imbarazzante. Se oggi fosse il 3 settembre 1995, la risposta sarebbe “laurearsi, aspettare il prossimo concorso, iscriversi e superarlo”. Se oggi fosse il 3 settembre 2003, la risposta sarebbe “laurearsi (vecchio ordinamento o laurea specialistica del nuovo ordinamento), quindi superare l’esame di ammissione ai due anni della Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario (SSIS), alla cui uscita si ottiene l’abilitazione”.
Ma oggi è il 2009, è la risposta è “uno studente che oggi uscisse dall’universitá non avrebbe, almeno nel prossimo futuro, alcuna possibilitá di ottenere l’abilitazione all’insegnamento”. La SSIS infatti ‘e stata chiusa da una legge del parlamento il 5 agosto scorso. E’ peró auspicabile che entro i prossimi 5 anni questa situazione sia risolta. Pur riconoscendo l’alto valore formativo della SSIS, riteniamo che questa scuola fosse ingiusta, che avesse conseguenze pessime sulla società e che fosse illegale. Sette anni erano un periodo inutilmente lungo per la formazione di un insegnante. Ed esistono una legge del 2003 (L. 53/2003) ed un decreto del 2005 (DL 227/2005) che sanciscono che l’abilitazione all’insegnamento si consegue con una laurea specialistica (ad indirizzo didattico). Ma queste norme sono inapplicate.
A completare questa atmosfera di crisi si aggiunge la notiza che dal Novembre 2007 le graduatorie ministeriali sono state chiuse (passando da "permanenti" ad “a esaurimento”), impedendone l’accesso ad un’intera classe di abilitandi SSIS (11.380 studenti, l’intero IX ciclo). Da un estratto della lettera di Giunio Luzzatto (Pres. Centro Ricerca Educativa e Didattica, Università di Genova) pubblicata su "La Repubblica" lo scorso 28 agosto:
Il Ministro ha motivato come segue l’esclusione di nuove abilitazioni: la riduzione degli organici rallentera l’assorbimento dei precari già presenti nelle “graduatorie ad esaurimento”, perciò non occorre preparare altri insegnanti. Ma tali graduatorie riguardano le singole materie e le singole province. In molti casi esse richiederanno effettivamente tempo per esaurirsi, ma in altri casi sono vuote o si stanno esaurendo; per le materie scientifiche le scuole stanno già assumendo laureati non abilitati e in qualche caso laureandi, e soprattutto in alcune regioni ciò è vero anche per qualche materia letteraria.
Per sapere di più:
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