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Gli studenti del Polo Scientifico di Sesto Fiorentino hanno deciso, dopo 112 giorni, di terminare l'occupazione del blocco aule. La mobilitazione era iniziata il 6 ottobre come forma estrema di protesta, contro il pacchetto di leggi che andavano a modificare il carattere pubblico dell'università e della scuola in genere. In questi mesi si è creato un movimento studentesco che ha saputo prima portare all'attenzione dei media e dei cittadini i contenuti della protesta; è riuscito poi a dialogare e a coinvolgere tutte le fasce della società italiana all'insegna dell'innovazione, della non violenza e dell'antifascismo. Le iniziative intraprese sono state infatti molteplici: alcune volte a conquistare la ribalta mediatica, come ad esempio i flashmob in piazza della signoria e al festival della creatività , o il "NO 133" scritto su un prato con una cinquantina di automobili. Altre iniziative, quali le lezioni in piazza, la 24 ore non stop di lezioni ed il ciclo di corsi serali, sono state, invece, organizzate al fine di aprire i confini dell'università , normalmente chiusi, a tutta la cittadinanza. La partecipazione ed il coinvolgimento di studenti, ricercatori, professori e dei cittadini è stato sempre altissimo, seppur in modo diverso, sia in eventi scientificamente più approfonditi e tecnici, come i corsi serali, sia in quelli più divulgativi, come le lezioni in piazza, che hanno raggiunto il loro picco di partecipazione con l'intervento di Margherita Hack in Piazza della Signoria seguito da più di 2000 persone. Le iniziative e la protesta non si esauriscono con la fine dell'occupazione. Se da un lato l'aspetto finanziario delle leggi approvate non può essere facilmente modificato, dall'altro tutti i cittadini possono continuare ad opporsi alla trasformazione dell'università pubblica in fondazioni di diritto privato, aprendola viceversa sempre più a tutta la società . Lotteremo, organizzeremo assemblee, incontri ed iniziative, per proseguire e approfondire il dibattito politico e culturale portato all'attenzione della cittadinanza, che abbia come fine il miglioramento e l'innovazione di quella che deve essere e rimanere un'università libera, pubblica e di massa. Terremo corsi serali di matematica all'Ulisse Dini e di chimica al Polo Scientifico. Inoltre, in continuità con le iniziative svolte negli anni precedenti e forti della partecipata esperienza dell'occupazione, renderemo fruibili gli spazi che abbiamo occupato in questi mesi, aprendoli a tutti, in orari e giorni in cui sarebbero altrimenti inaccessibili. In questo modo sarà a disposizione di tutti un luogo che svolga davvero la funzione che gli crediamo propria, cioè permettere di studiare e di organizzare iniziative, sia politiche che culturali. Ora, come e più di prima, ribadiamo la necessità del nostro diritto allo studio in una università aperta a tutti, pubblica, libera e di massa. Studenti occupanti Collettivo del Polo Scientifico Collettivo di Scienze |