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Giovedì 20 Maggio scorso si è svolta l'assemblea sul DDL 1905 (aka DDL Gelmini) convocata dai ricercatori e dai docenti del Corso di Laurea in Fisica. Come detto in assemblea, questo DDL, per quanto presentato con toni accattivanti e motivazioni parzialmente condivisibili, ha come unico scopo quello di privatizzare definitivamente il sistema universitario e sottometterlo a pure logiche di mercato, all'interno di una manovra finanziaria tesa a risparmiare sull'istruzione e sulla cultura, opera peraltro già iniziata con la legge 133/08. Alla luce della situazione attuale, e cioè l'imminenza dell'approvazione del DDL, i professori e i ricercatori presenti all'assemblea hanno sottolineato la necessità di tenere una posizione fortemente contraria al DDL e che tale posizione sia sostenuta da tutte le componenti dell'Università, anche se attualmente mancano concrete prese di posizione da parte dei professori. Come Collettivo di Polo e Collettivo di Scienze siamo sempre stati profondamente contrari alla politica portata avanti dal Governo rispetto alla pubblica istruzione e alla ricerca, pertanto siamo parzialmente d'accordo con alcuni aspetti emersi in assemblea, riteniamo però importante sottolineare alcune incongruenze. Innanzitutto è stato riportato che da circa un anno e mezzo, ovvero dall'inizio della mobilitazione contro il DL 112 poi convertito nella legge 133, la CRUI (Conferenza dei Rettori Universitari Italiani) è impegnata "in un arduo braccio di ferro" con il ministro Gelmini per modificare la suddetta legge. In realtà la CRUI ha espresso in modo molto blando la sua preoccupazione circa lo stato attuale delle risorse economiche dell'Università pubblica, senza prendere una posizione forte sul diritto allo studio o l'offerta formativa, colpite altrettanto duramente dalla 133. Inoltre riteniamo non significativo ciò che emerge dalla CRUI, in quanto non è un organo che possiamo considerare rappresentativo, visto che è composta da rettori, alle cui elezioni gli studenti non possono partecipare (Per ulteriori informazioni sulla figura della CRUI e dei rettori rimandiamo a http://www.studentidisinistra.org/20090602596/Documenti/Analisi/Elezioni-del-Rettore.html ).
Per quanto riguarda la necessità fatta emergere dai ricercatori di un'oculata programmazione per le assunzioni, nonostante sia un provvedimento indispensabile, non possiamo che esprimere delle perplessità riguardo alla posizione ufficiale presa dall'Assemblea Nazionale dei Ricercatori Universitari il 29 aprile scorso. Il documento stilato a Milano, infatti, non prevede alcun piano per una corretta amministrazione delle assunzioni, ma si traduce in una sorta di scatto di carriera collettivo. Tale mozione è, ai nostri occhi, una rivendicazione puramente sindacale che non mostra un'esplicita preoccupazione per il futuro dell' università, ma si traduce in una rivendicazione circoscritta esclusivamente alla loro "classe". Proprio per questo, allo scorso Consiglio di Facoltà abbiamo votato contro questo documento che non contrasta aspetti per noi fondamentali, ma talvolta addirittura li esalta. Primo fra tutti l'autonomia didattica e finanziaria, uno dei principali fattori che ha portato l'Ateneo nella situazione attuale decisamente non rosea. E' proprio a causa dell'autonomia che si è registrato una proliferazione incontrollata dei CdL, uno sperpero abominevole di denaro attraverso speculazioni edilizie e quant'altro e tutta una serie di piaceri o corsie preferenziali a favore dei baroni delle varie facoltà. Nonostante tutto, siamo convinti che sia importante portare avanti una protesta che coinvolga tutte le frange dell'Università per far arrivare le nostre rivendicazioni al governo. Riteniamo inoltre necessario che sia trovata al più presto una posizione forte e unitaria tra tutti i ricercatori , posizione comune che ancora non esiste.
Ribadiamo inoltre l'indispensabilità di una campagna di sensibilizzazione ad ampio spettro per arrivare ad una mobilitazione decisa che coinvolga l'Università tutta, unita in ogni sua componente, e anche più in generale la cittadinanza, perchè sia comune la consapevolezza di come l'istruzione e la ricerca siano fondamentali per lo sviluppo di un Paese interessato al proprio futuro.
Collettivo di Scienze
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