| Primo Torneo Fiorentino di Go - 2007 |
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| Iniziativa finanziata dall'università | ||||
![]() Da quest'anno (2007 per chi legge dal futuro) parte al Polo una nuova iniziativa, forse la prima del genere a livello nazionale: un Torneo Universitario di Go.
Gli incontri sono organizzati in modo da precedere altre iniziative: il cineforum del polo e del Dini organizzato dal collettivo di matematica. Adesso, finite tutto le info pragmatiche sull'iniziativa, un piccola introduzione al go ![]() Il gioco del GO I-Go, o semplicemente Go, in giapponese, weichi o weiqi in cinese, baduk in coreano: comunque lo chiamiate rimane comunque il gioco da tavolo più antico arrivato a noi praticamente immutato. I primi riferimenti al gioco risalgono alla Cina del 5° sec a.c. e nei millenni ha variato di poco le sue regole. Dalla Cina arriva in Corea, in Giappone e nel resto dell'Oriente finchè non arriva in Occidente nell'ultimo secolo attraverso il Giappone.Il gioco si svolge su una tavola di legno chiamata Goban (ban vuol dire tavola in giapponese) su cui è disegnata una griglia di 19x19 linee ortogonali. I due giocatori usano delle pietre bianche e nere che posizionano nelle intersezioni del Goban. Il nome del gioco vuole dire qualcosa come "pietre che si circondano" ed illustra lo svolgersi del gioco: entrambi i giocatori cercano di fare punti circondando territorio (zone vuote del Goban, ogni interesezione è un punto) e pietre avversarie (quando vengono catturate ognuna è un punto). Il gioco del Go viene spesso paragonato al gioco degli scacchi ma sono profondamente diversi. Negli scacchi le regole sono complesse, lo scopo del gioco è catturare un singolo pezzo, la 'battaglia' si svolge in un campo limitato che è pieno all'inizio del gioco. Il Goban all'inizio è vuoto e bisogna costruire dal nulla i propri gruppi che diventano forti solo se le singole pietre si rafforzano, la zona contesa non un 'campo di battaglia' ma una regione, non si deve catturare un solo pezzo importante ma si deve prevalere globalmente. Mao tze Tung pretendeva che i suoi generali studiassero il Go perchè confrontava gli scacchi ad una battaglia e il Go ad una guerra. Non è importante vincere una battaglia ma l'intera guerra.Un'altra differenza con gli scacchi è nel modo in cui il computer gioca a Go: molto male. Questo non avviene per 'minore interesse' della comunità scientifica e/o industriale ed una conseguente povertà dei programmi, ma nella difficoltà intrinseca del gioco: non basta 'prevedere le prossime 10 mosse' mille volte e scegliere la variante migliore. Ci vuole qualcosa di più. Nel gioco del Go un dilettante che giochi con impegno da un paio di anni riesce a battere quasi qualsiasi computer. Questa difficoltà risiede anche nel fatto che si ritiene che il numero di partite di Go possibili sia dell'ordine del 1070 (più degli atomi di idrogeno nell'universo) mentre quelle degli scacchi sono dell'ordine del 1030. Le regole del Go sono poche e semplici: quelle fondamentali sono 3(+1) e le rimanenti servono per chiarire alcune situazioni che possono crearsi raramente. • Inizia sempre nero, si gioca uno per volta e le pietre una volta collocate sul Goban non si spostano. • Una pietra, od un gruppo di pietre contigue (lungo le linee, non in diagonale), ha tante libertà quante sono le intersezioni vuote adiacenti ad essa. Quando rimane senza libertà la pietra è catturata e viene rimossa dal gioco lasciando spazi vuoti al suo posto. Nell'mmagine la 1° pietra ha 4 libertà, la 2° ne ha 3, la 3° ne ha due. La 4° pietra ha solo una libertà, è in Atari, e se bianco gioca nella posizione segnata dal quadrato la pietra nera verrà catturata e rimossa. ![]() • Ad ogni suo turno un giocatore può giocare una pietra o, se ritiene di non avere nessuna buona mossa da giocare, passare. Se entrambi i giocatori passano consecutivamente la partita è finita, si contano i punti e si determina il vincitore. • Segnalo in questo breve riassunto come 4° regola quella del Ko senza approfondirla: possono esistere delle situazioni in cui il gioco potrebbe entrare in stallo ed esistono delle regole per impedire quasi tutti questi casi. Normalmente il Go viene giocato su un Goban di 19x19 intersezioni, ma si gioca anche in Goban più piccoli come 13x13 o 9x9. Questi Goban 'minori' vengono usati per partite veloci, per introdurre i principianti al gioco e 'tanto per giocare in modo diverso'. Una cosa interessante da notare è che nel Go c'è un sistema di graduatoria 'naturale': se due giocatori di differente abilità si incontrano il più capace concede all'altro il nero (che incomincia per primo) e, nel caso, pietre di vantaggio. In questo modo si può sempre giocare una partita equilibrata e divertente, mentre in altri giochi il giocatore più forte vince sempre (o almeno dovrebbe). Il gioco del Go è ovviamente intriso di cultura e filosofia orientale e per chiudere in bellezza questa paronamica del Go vi lascerò con alcuni proverbi sul Go. • Perdi le tue prime 50 partite più in fretta possibile. • Usa il Go per farti nuovi amici. • Non seguire i proverbi. |

Documento sulla legge 133 







Il gioco del Go viene spesso paragonato al gioco degli scacchi ma sono profondamente diversi. Negli scacchi le regole sono complesse, lo scopo del gioco è catturare un singolo pezzo, la 'battaglia' si svolge in un campo limitato che è pieno all'inizio del gioco. Il Goban all'inizio è vuoto e bisogna costruire dal nulla i propri gruppi che diventano forti solo se le singole pietre si rafforzano, la zona contesa non un 'campo di battaglia' ma una regione, non si deve catturare un solo pezzo importante ma si deve prevalere globalmente. Mao tze Tung pretendeva che i suoi generali studiassero il Go perchè confrontava gli scacchi ad una battaglia e il Go ad una guerra. Non è importante vincere una battaglia ma l'intera guerra.